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9 – Una risata li seppellirà

3 novembre, 2011

Non solamente in Cali, capitale mondiale della frivolezza, genere la gente mi accusa di essere “troppo serio”. Certo è un mondo avariato quando essere troppo seri ti crea problemi ovunque, dalle amicizie al lavoro, con colleghi e capi sempre sul chi va là per colpa della tua rettitudine, le ragazze scappano perchè temono di non sentirsi all’altezza, e tu stesso ti rovini tante giornate facendoti sangue amaro quando la mancanza di serietà altrui ti danneggia, e vorresti essere più superficiale e imparare a farti scivolare tutto addosso, senza che ti lasci traccia.

Il più delle volte però tutto ciò mi fa solo ridere, perchè uno dei miei pochi valori supremi è l’ironia e ancor di più l’autoironia, che esercito in dosi a volte eccessive. In altre parole adoro prendermi gioco di me, mi piace sparare cazzate, mi viene automatico desacralizzare ogni situazione. Basta che il tutto sia fatto consciamente..e ovviamente con la massima serietà. Certo non ho mai coltivato l’arte della diplomazia e considero il polictically correct una forma di ipocrisia per codardi e benpensanti, per cui a volte finisco per essere troppo caustico e tagliente, perchè sono davvero poche le cose di fronte a cui mi fermo.

Ci sono due slogan che mi risuonano periodicamente come mantra inconsci: “una risata vi seppellirà” e “lo spiritoso alleato dei propri becchini”. La prima è uno di quegli slogan che non si capisce bene quando è nato, se durante la rivoluzione francese, gli anarchici di inizio ‘900, il movimento studentesco del ’77, ma che è diventata una frase fatta, usata e abusata, ma non per questo meno efficace. La seconda è un concetto conosciuto grazie a Milan Kundera, che lo illustra ne “l’Immortalità” per indicare che tutti i fanatici, coloro che si prendono troppo sul serio e non mettono mai in discussione le loro idee, si rendono inconsciamente così ridicoli che verranno sotterrati a forza di risate.

Ho sempre pensato che l’ironia sia una delle speranze di salvezza per il mondo, e quando l’altra sera ho letto questo articolo sulla censura cinese, ne ho avuto un’altra felice conferma. Riassumo l’articolo a beneficio dei miei cinque lettori abituali, che ringrazio e saluto con affetto, ma che spesso sono troppo pigri o stanchi per cliccare sui link. In Cina c’è uno stato autocratico che esercita una pesante censura sui mezzi di comunicazione, internet compreso. I cinesi però, per fortuna, sono meno sottomessi di quel che crediamo, e su internet si sta sviluppando un movimento di resistenza, che fa della satira in codice il suo cavallo di battaglia.

Un po’ come ai tempi dell’unificazione d’Italia si cantava Viva Verdi per inneggiare nascostamente a Vittorio Emanuele Re D’Italia, un po’ come quando Leonardo Da Vinci dipinse l’Ultima Cena come elegìa massonica al femminino sacro, nel cyberspazio si diffondono viralmente a velocità supersonica video e twitter in codice, in cui tanti cinesini si fanno forza l’uno con l’altro a protestare contro il governo tiranno.

A rendere più interessante il tutto per me è che, se io sono abituato a giocare con le parole, i cinesi hanno a disposizione alcune decine di migliaia di ideogrammi con cui esprimere la loro creatività. Inoltre i cinesi, nessuno escluso, sono buffi già per conto loro, anche senza volerlo.

Ora vi prego, un attimo di serietà: il futuro economico del mondo passa, oltre che dalla imminente morte di Berlusconi e dalla sparizione di quanti più negri ed ebrei possibile (è ovvio tra l’altro che il problema della fame nel mondo non si risolve diventando tutti vegetariani, ma partendo dal fatto che ci sono almeno un miliardo di indiani di troppo), dal fatto che il popolo cinese sviluppi una coscienza sociale.

Dobbiamo quindi tutti sperare che i censori del governo cinese siano gli spiritosi alleati dei propri becchini, e che una risata li seppellirà.

forza cinesini, ribellatevi a colpi di risate

Tools & Tricks
The dangerous politics of humor in China, l’articolo sulla censura cinese, pubblicato sul New York Times.

Una risata vi seppellirà dato che non riesco trovare un link decente che spieghi la storia di questa espressione, tanto vale citare un gruppo di facebook

Luoghi Pubblici dove ho scritto
Hospedaje Casa del Turista – Cartago
Coffeetown Hostel – Santa Rosa

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