Skip to content

15′ – Tutti i benefici dello yoga in 15′ al giorno

24 novembre, 2011


Mike Geary, che con il suo sito The truth about abs, ultimamente guadagna la modica cifra di un milione di dollari al mese, ha detto ”Sell the customers what they want, but give them what they NEED”, ovvero “vendi ai clienti quello che vogliono, ma dagli quello di cui hanno veramente bisogno”.

Allo stesso modo ammetto subito che se è vero che potete trarre grandi benefici praticando yoga anche solo quindici minuti al giorno, la parte che ha più valore di questo articolo non sta nella applicazione della mia routine, ma nel comprendere alcuni principi che cercherò di spiegare.

Mi sono avvicinato allo yoga a 17 anni, per curiosità personale. Frequentai un corso per tre mesi e mi piacque, ma quando mi scadette l’abbonamento alla palestra, non fui abbastanza motivato a continuare. Due sono i pregiudizi che avevo allora e mi hanno accompagnato per quasi ventanni: lo yoga è roba da donne, e chi crede nella filosofia yoga sono gli alternativi con problemi esistenziali.

Per fortuna crescendo e viaggiando per il sud est asiatico, in Thailandia più che in India, mi sono reso conto delle puttanate che avevo in testa. In particolare è da quando ho frequentato un corso di Agama yoga a Ko Phangan nel giugno 2008, che lo yoga è diventato parte essenziale della mia vita.

Certo, purtroppo in occidente rimangono in gran parte solo persone di sesso femminile a praticarlo, e per adattarlo alla nostra mentalità lo yoga è quasi sempre ridotto a mero esercizio fisico, oppure sovraccaricato di una religiosità i cui presupposti in larga parte non condivido e che comunque non hanno veramente a che fare con l’essenza dello yoga.

Lo yoga nella sua essenza è scienza psicofisica al servizio della crescita dell’uomo. Lo yoga ha origini millenarie, ma non è rimastico identico, il che vorrebbe dire per forza di cose superato: si è evoluto e oggi è il miglior sistema esistente o almeno tra i tanti che ho provato, per raggiungere un equilibrio e un benessere del corpo, mente e dello spirito. La parola yoga in sanscrito significa unione: unione di tutte le componenti dell’uomo e dell’uomo con il resto del creato.

Un’unione divina, ma intesa non come adesione a dogmi filosofici o religiosi, ma come capacità di trascendere i limiti umani. Non bisogna essere nè induisti, nè vegetariani, nè sciroccati, nè idolatrare un guru, nè essere super flessibili, per praticare yoga. Personalmente credo lo si apprezza meglio senza nessuna di queste appendici, così come posso apprezzare la musica gospel pur essendo stonato e senza essere un cattolico negro, comunque sono scelte che pertengono alla libertà dell’individuo.

Anche il fatto di essere flessibili, se da un lato aiuta e impressiona chi ti guarda, dall’altro è ingannevole. Lo yoga non è competizione e la misura per capire se stai crescendo nella tua pratica personale non è potersi sedere senza sforzo con le gambe in posizione a fior di loto, ma una maggiore consapevolezza e capacità di essere nel momento presente.

Io ho il dono di essere estremamente flessibile dalla nascita, e pur senza allenamenti specifici (mai fatto danza, solo un paio d’anni di arti marziali) ancora oggi a quarantanni mi ritrovo capace di allungamenti che la maggior parte delle persone non sarà mai capace. E questo, oltre che le dimostrate capacità, mi ha sicuramente facilitato, tanto in Nicaragua che in Colombia, ad essere impiegato come professore senza averne fatto richiesta e pur senza avere mai fatto un corso per insegnare.

Anzi, a gennaio me ne andrò da Cali, senza purtroppo aver imparato a ballare bene salsa, ma con la certezza data dal riconoscimento dei miei alunni, che almeno a livello basico, sono ormai in grado di insegnarlo bene. Però è stato proprio il fatto di essere così flessibile che per molto tempo mi ha fatto credere di non poter diventare un buon insegnante: a me molte posizioni riescono facili e naturali, difficile capire i problemi a cui va incontro una persona normale.

E poi come ogni praticante di yoga sa bene, gli asanas, la parte di esercizio fisico, sono solo il primo stadio, il livello elementare, della pratica yoga. Lo yoga è pranayama, il controllo della respirazione, è dharana o concentrazione, è una serie di pratiche di purificazione, tutto in preparazione della meditazione. Non c’è yoga senza intenzione della mente, sentirete ripetervi da un buon professore.

E parlando di professori, sconsiglio vivamente di cominciare a praticare yoga da soli. Anche se non è necessario che il vostro professore di yoga sia un guru a cui donare la vostra vita, l’energia di una classe collettiva e avere un qualcuno che vi corregga nei vostri primi passi è assolutamente fondamentale.

Video e libri sono utilissimi come supporto e per approfondire una volta che si sa camminare da soli. E una volta giunti a questo livello, la vera pratica diventa pratica personale, perchè sarete pronti a fare l’esercizio più importante che è alla base di ogni buona pratica: imparare ad ascoltare il proprio corpo. Questa routine quindi è dedicata a già un minimo di esperienza di yoga, non a un principiante assoluto.

Io però, nonostante la passione e tutto quello che ho appena scritto, rimango un inguaribile pigrone, che pur con tutto il tempo che ha a disposizione, fatica a trovare occasioni di pratica in compagnia, e lasciato solo è ben contento di riuscire a praticare anche solo quei 15′ al giorno senza farsi distrarre da mille cose meno importanti, divertenti e utili.

L’unica raccomandazione per praticare yoga è di non farlo a stomaco pieno. Personalmente ho trovato che praticare appena svegli, prima di colazione, è il momento migliore. Anche se avete solo 15′, non limitatevi agli asana, gli esercizi fisici, fate almeno un esercizio di respirazione, uno di purificazione e un po’ di meditazione.

Ecco la magica routine: siccome sono un gran pigrone, spesso comincio seduto a letto fino al momento del Nauli Krya, anche se raccomando iniziare direttamente sul pavimento.

1) Rotazione del collo in senso orario e antiorario. Movimenti lenti e ampi, 5 ripetizioni.
2) 100 cicli respirazioni del fuoco
3) 1 Anuloma Viloma, o respirazione a narici alternate
4) 30” di posa del leone
5) Uddhyana banda seduti in posizione gatto o al cesso come in questo video.
6) 2 cicli di Anuloma Viloma
7) Nauli Krya o uddhiana bandha
8 ) saluto al sole ashtanga B

Se avete più tempo, consiglio di aumentare le ripetizioni per ogni esercizio a cominciare dall’arrivare fino a 5 ripetizioni di Nauli Krya e del saluto al sole. In particolare per quest’ultimo ho sviluppato una variante per cui rimango 5 respirazioni in ogni posizione in cui si compone la sequenza e pratico Mula Bandha nelle posizioni di riposo.

La cosa più importante ripeto, è imparare ad ascoltare il vostro corpo. Ognuno di noi ha esigenze specifiche, dolori cronici con cui fare i conti, e anche se non conoscete tutte le posture o esercizi, ascoltando il proprio corpo troverete il modo di rilassare o stirare le parti necessarie.

Se avete capito lo spirito della routine presto troverete la vostra, in cui magari inserirete altri esercizi. Tutti i grandi maestri sono concordi nel dire per esempio che il re delle asana è sirsanana o la posizione sulla testa e la regina è sarvangasana o candela o la posizione sulle spalle. Entrambe sono tra le mie posizioni preferite e le pratico spesso, ma non quando pratico appena sveglio, perchè ritengo sia meglio arrivare più riscaldati a queste posture impegnative.

Quindici minuti sono un tempo tale che anche anche un pigrone come me o chi si alza presto per andare a lavorare e ha i minuti contati, non può trovare scuse per non provarci. Siccome l’appetito viene mangiando, dopo 15′ è molto più facile che ci si troverà carichi e con voglia di continuare più che stanchi, per cui facilmente i 15′ diventeranno 30′, e se avete tempo e voglia potrete arrivare fino a un’ora intera di pratica. Oltre, se praticate la mattina, non consiglio di andare, perché recenti studi hanno dimostrato è meglio fare colazione entro sessanta minuti dal momento in cui vi alzate dal letto. A praticare adesso.

Cloudio è molto flessibile. Non provate a imitarlo!

Tools & tricks
Agama La migliore scuola di yoga dove ho studiato. Ci ho passato 5 mesi molto intensi, ma il loro programma di studio è di 48 mesi.
Yoga come scienza Bel testo su yoga come scienza
Yoga journal il più popolare magazine di yoga
Yoga.it Un sito completo di introduzione allo yoga.
Yogasutra Un bel blog

From → Uncategorized

4 commenti
  1. mariella permalink

    mi hai fatto venire voglia di riprendere con lo yoga,in effetti si sta proprio bene,quando lo si pratica e a me era passato completamente il mal di schiena cronico
    bell’articolo,interessante,completo

  2. nello3333@gmail.com permalink

    sembrera’ una cavolata ma e’ proprio vero-praticando yoga si vive molto meglio e si ha molta piu’ autostima di se’ stessi| io penso che le arti orientali in generale siano avanti anni luce rispetto a come vivamo noi occidentali| UN CONSIGLIO OLTRE A PRATICARE LO YOGA LEGGETE ANCHE LA FILOSOFIA ORIENTALE VI SARA’ D’AIUTO PER VIVERE VERAMENTE BENE-

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: