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17 – L’Italia in bancarotta

1 dicembre, 2011

L'Italia e il mondo sono ostaggio degli speculatori


Oggi è un anno esatto che me ne sono andato dall’Italia. Se tutto va bene ci tornerò il 25 gennaio e ci sono buone probabilità che troverò un paese che ha appena dichiarato, o è sul punto di farlo, la bancarotta.

Non c’è da farsi illusioni: se perfino la Germania, pur essendo la nazione che più si è arricchita con l’Euro, si sta preparando a tornare velocemente al Marco, non c’è più dubbio che l’Euro è al collasso, ed è giusto che sia così, perchè è una moneta creata e gestita da un gruppo di banchieri il cui unico interesse è il loro profitto, spesso ai danni delle nazioni che la hanno adottata.

E soprattutto non c’è da illudersi che perchè si è dimesso Berlusconi e abbiamo un governo di tecnici stimati le cose si raddrizzeranno, perchè questi tecnici stimati sono proprio i veri registi della crisi e coloro che ci daranno il colpo finale.

Ho sempre diffidato più degli antiberlusconiani che dei berlusconiani, perchè pur essendo convinto che Berlusconi presidente del consiglio era un male atroce per l’Italia, l’unica ragione per cui è rimasto al governo per quasi ventanni è per distrarre il popolo bue, dargli qualcuno da odiare e mentre noi ci occupavamo delle sue troie, i veri padroni portavano avanti i loro disegni di egemonia.

No, purtroppo non ho sposato nessuna teoria del complotto, che vanno tanto di moda su internet è che è anche un modo brillante del sistema per emarginare chi pensa con la sua testa, si fa domande scomode e non accetta le ingiustizie sociali in nome della speculazione economica. Sono giorni che divoro con rabbia crescente documenti, saggi, libri, blog, per capire cosa sta succedendo e quel che posso fare personalmente.

Ammetto di essere colpevolmente ignorante e di sentirmi impotente. Però se anche solo i miei 5 lettori ne sanno qualcosa in più (penso per esempio a mia sorella che l’altro giorno mi ha chiesto cosa ne pensassi del governo Monti, a cui ho risposto che preferisco Mari. Adesso, fuor di battuta, spero possa capire il perchè), allora questo articolo avrà avuto un senso.

Ricapitolo, le cose che ho capito:

-La vera crisi è delle banche e della finanza. Però siamo noi cittadini a pagarne le conseguenze, mentre un’elite si sta arricchendo in modo disgustoso.
-Il deficit pubblico è la ricchezza dei lavoratori, non il loro debito
-Deficit pubblico e l’inflazione, che ci vengono dipinti come i segni di un’economia in crisi, sono in realtà gli strumenti per creare uno stato sociale. In termini tecnici si chiama “Modern money theory”.
-Al contrario le misure d’austerità, i tagli alla spesa pubblica, le tasse (che servono a distruggere denaro per evitare eccessi di inflazione e non a crearne per la spesa pubblica), sono gli strumenti usati da sempre dagli speculatori per generare profitti privati enormi a danno della povertà di milioni di persone.
-A meno di stampare immediatamente degli Eurobond, dobbiamo uscire subito dall’Euro, che è una moneta non sovrana con la quale tutti i paesi che la hanno adottata sono diventati dipendenti da istituzioni private il cui unico interesse è il loro profitto.
-Non dobbiamo avere paura del default. Basta vedere quel che successe in Argentina dopo la bancarotta del 2001, che tutti usano come spauracchio per l’Italia: si è ripresa in un paio d’anni e oggi è una delle economie più in crescita al mondo.
-Non sono teorie del complotto: ci sono prove documentate e incontestabili.

Cosa possiamo fare noi? Ognuno può fare quel che può nell’ambito delle sue capacità e competenze. Il mio è quello di informarmi e informare. Per questo invito chiunque a seguire giornalisti che hanno studiato e sanno esporre questi temi con molta più chiarezza di me.

Ed impariamo a valorizzare il positivo e ad evitare le guerre di parrocchia: Paolo Barnard e Claudio Messora hanno modi differenti di comunicare, ma entrambi stanno portando lo stesso messaggio.

così è distribuita la ricchezza oggi nel mondo


Tools & Tricks

Paolo Barnard – il più grande crimine . Già co-fondatore di Report, Paolo Barnard è forse un po’ troppo ruvido e antisociale, ma le sue inchieste sono di grandissimo valore e rigore.

Eugenio Benetazzo Si presenta come il più autorevole economista fuori dal coro in Italia. Non so se è davvero il più autorevole, ma sicuramente ha il pregio di esporre le sue idee in forma chiara per tutti.

Byoblu- videoblog di Claudio Messora Confesso, anche se il suo è uno dei blog più letti e visti in Italia, fino a ieri non lo conoscevo. Ma tutto quel che ho scoperto delle sue opere è talmente ben fatto che sto seriamente pensando di offrirmi come suo aiutante volontario.

Advise only – Non ha senso cercare di capire di economia solo leggendo chi critica tutto il sistema finanziario. Questo è un blog di operatori indipenti che aiuta ad avere una visione più generale. Per esempio questo post in cui si chiedono se “L’Italia può fallire?“, spiega con dati chiari come la crisi italiana non si basa su dati oggettivi (il debito reale è minore di Francia e Germania), ma sul sentiment o gli interessi economici degli operatori.

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6 commenti
  1. devo dire che il tuo post mi ha fatto più chiarezza che mesi e mesi a leggere quei 4 (o 3) giornali online che lego quasi quotidianamente.
    interessante come la teoria 80-20 venga fuori anche a livello mondiale. L’80% della ricchezza del mondo è controllata dal 20% della popolazione mondiale. Chiaro che se il modello economico è lo stesso in piccola o grande scala il risultato è lo stesso…
    Peccato per l’euro perchè ci credevo. Prova a dare un’occhiata a cosa succede in West Africa dove l’unione doganale e monetaria l’hanno creata 40 anni (Franco CFA). Forse là tiene perchè c’è la Francia che tiene insieme il sistema delle sue ex-colonie. E se mettessimo l’Euro sotto l’egida di un istituto transnazionale di respiro mondiale? E lo mettiamo direttamente con Yen, Dollaro e qualche altra sotto lo stesso cappello? Non ci sarebbe più interesse a far cadere gli uni o gli altri perchè crollerebbe tutto. Forse è solo fanta-economia…

    • Andrea, grazie intanto per dire che il mio post ti ha fatto più chiarezza che 3-4 mesi di articoli. Non sai il culo che mi sono fatto in questi giorni a studiare e il fatto che anche solo una persona ne ha tratto giovamento mi ripaga di tutti questi sforzi

      Ti rimando alle fonti che cito per i dettagli tecnici, ma il problema dell’Euro è che qualsiasi paese senza una moneta fluttuante (cioè non a tasso di cambio fisso come era il pesos argentino pre-default), e soprattutto sovrana diventa ostaggio dei capitali privati il cui unico interesse è far fallire un paese per potersi prendere a prezzi stracciati i suoi servizi pubblici.

      Quindi o l’Europa si dota subito di una vera banca centrale che può emettere denaro (gli Eurobond a cui ho accennato nell’articolo) o tutti i paesi in area Euro sono destinati a essere schiavi delle banche di investimento.

      L’instituto transnazionale è proprio quella che lo comanda adesso. Ed è solo una maschera come lo sono il FMI ecc. con cui le elite neoliberiste e neomercantili spolpano le economie nazionali per i loro profitti privati. Leggi il libro di Stiglitz “La globalizzazione e i suoi oppositori” al riguardo

  2. Silvia permalink

    ora ho capito perchè preferivi MARI!!! mi sa tanto che c’hai ragione tu….

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