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19 – Diario di un giorno di festa

8 dicembre, 2011

La vita non è un’esistenza spartana e la felicità non è il valore più grande che possiamo raggiungere. Invece la vita è una serie di scelte significative, che possono produrre grandi risultati a partire da grandi sforzi. Scegli di costruire la tua vita come un lavoro creativo che sale come una torre protesa verso il cielo. La torre che scegliamo, la possiamo costruire in tanti modi, perchè è la nostra personale, unica torre. Come Michelangelo, tu sei l’architetto e il maestro. Niente di meno che il destino del mondo è nelle tue mani – quindi devi dare tutto te stesso, oggi e per sempre. Per fare questo devi riempire la tua vita di sfide, avventure e l’amore di buoni amici. E devi lavorare, costruendo la tua torre, tutti i santi giorni. – Chris Guilleabeau, La Torre

10.40: Mi sono appena alzato, distrutto dopo che ieri ho letto e scritto tutto il giorno. Dovevo mandare un paio di pezzi di prova per un sito per cui spero di collaborare e ho stressato il mio cervello come se avessi deciso di mettermi a correre per un’ora senza allenamento. Avevo deciso a priori che un pezzo sarebbe stato ispirato da un ebook che ha pubblicato Chris Guilleabrut titolato “La Torre”, da cui è tratta la citazione iniziale, e i cui temi sono l’eredità che lasciamo al mondo e il senso di urgenza. L’ho fatto sulla fiducia che ho per Chris, perchè l’ebook dovevo ancora leggerlo. Mi sono talmente abituato a cazzeggiare e fare quello che voglio, che tutto sommato non posso dire sia peggio di dover fare otto ore al giorno un lavoro noioso con un capo idiota che ti rompe le palle, che il mio senso di urgenza ha bisogno seriamente di essere rafforzato.

11.50: E’ passata un’ora, ho fatto un po’ di brain dumping, yoga, colazione, acceso il computer e nel mio browser in questo momento ho 9 finestre aperte con articoli interessanti pubblicati tra ieri e oggi, che non vedo l’ora di leggere. Li leggerò, ma siccome sono già in overdose di informazione, devo continuare con il brain dumping. Brain dumping è un’espressione intraducibile, direbbe Paolo Limiti, e infatti su google si fa fatica a trovare qualcosa in italiano. “Buttare giù le idee scrivendo tutto quello che ci passa per la testa”, spero possa rendere l’idea.

15.00: Ovviamente non ce l’ho fatta a concentrarmi sulla scrittura, sono andato a leggermi le 9 pagine, ho trovato una notizia improvvisa di mercato Nba e l’ho seguita ossessivamente fino ad adesso, con pause per chattare con mia sorella e mio cugino e per prepararmi un velocissimo pranzo. Una volta avevo la scusa che mi pagavano per questo, ma adesso? Nel frattempo ho cambiato un’altra volta idea su questo post e ho deciso di trasformarlo in diario. Il che mi dà anche una nuova scusa per non finirlo e perdere il mio tempo per la prossima ora in un altro modo.

16.16. L’ora passata l’ho persa facendomi un tè alla fragola e leggendo spaparanzato nell’amaca. Mi sono alzato solo perchè sta arrivando il temporale. Quasi tutto quello che leggo vale la pena essere letto. Sono letture istruttive. Il problema è un altro: riempirsi di buone letture non serve a nulla se non cerchi di metterle in pratica ed è dannoso se dovresti fare qualcosa di più urgente e non lo fai. Spesso è il mio caso. Questo però mi fa aiuta anche a risolvere una questione che mi attanaglia da quando ho cominciato questo blog.

Chi ha interesse a leggerlo, a parte i miei conoscenti? E’ sufficiente avere un’età prossima ai 40 anni e avere (o desiderare) uno stile di vita non convenzionale per appassionarsi ai miei deliri? Non credo, a giudicare da tutti quelli che sono passati di qui per caso e non sono rimasti. Per quale motivo allora? Non ce l’ho ben chiaro, come ho pochissime cose chiare nella mia vita. E questa forse, è proprio la ragione per cui vale la pena leggermi. Tutti cerchiamo la guida di persone di successo, illudendoci un giorno di imitarli. Giusto così, io sono il primo a cercare compagnia di quelli che sono più avanti di me.

Io invece sono nel gruppo di quelli che lotta per emergere. E non so onestamente dire nemmeno in che posizione del gruppo sono: se davanti, in mezzo o in coda. Probabilmente non ce la farò mai a emergere, ma se c’è un motivo per cui vale la pena darmi un po’ d’attenzione, forse è proprio questo.

17.33. Ci ho messo più di un’ora a scrivere queste poche righe perchè ovviamente ho trovato tanti modi per distrarmi. Fuori piove a dirotto e tra poco devo uscire, per cui il diario finisce qui. Nel momento in cui pubblico questo post sento che è il peggiore, il più inutile, il peggio scritto da quando ho cominciato questo blog. Nondimeno, anche se potrei giocarmi il jolly, lo pubblico per una ragione che lascio spiegare bene al maestro Chris, citando un’altra sua utilissima guida, 279 giorni al successo immediato.

C’è un’altra area dove si infrangono un mucchio di buone intenzioni. Posso dirti per esperienza che a meno di dedicare un tempo prestabilito per produrre la tua arte, la tua arte non verrà prodotta. Ci sono volte in cui fare l’arte è divertente, ma altre non lo è, quindi se vuoi costruire qualcosa di sostenibile (inteso qui come duraturo, penso), devi trovare il modo di continuare a produre arte durante i momenti non così divertenti. – Chris Guillebeau, 279 giorni al successo immediato

Questo blog è parte di ciò che lascerò in eredità al mondo. Qualcosa verrà fuori bene e sarà utile, molte verranno fuori male e saranno inutili, altre così male da essere completamente inutili. Però lo sforzo l’ho fatto tutte le volte.

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4 commenti
  1. Lucia permalink

    E’ bello secondo me. Hai descritto una tua giornata “tipo”, non é vero?

  2. proprio tipo no. Oggi sono stato particolarmente pigro e sprecone.

  3. Ma, chissà, in serata (nelle ore successive all’ultimo scritto) potresti avere buttato le basi per qualcosa più di concreto per i prossimi anni😉

    ps: e poi abbiamo anche scoperto che si può fare “woofing” anche in Colombia, però pagando 5 dollari al giorno, ah ah!

    • li mortacci di Alessandro, mi ha chiamato alle 12, mi ha fatto tornare da Jamundi per essere a casa entro le 3 e non si è più fatto sentire!
      (Ho appena finito il Rapporto Pelikan)

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