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24 – A qualcuno piace caldo

26 dicembre, 2011


Il clima della Colombia è uno dei più singolari che si possa incontrare. Non ci sono né le quattro stagioni tipiche delle zone temperate, né la divisione in stagione secca e piovosa della fascia tropicale. O meglio, non esistono le mezze stagioni, ma l’alternanza di secco e piovoso (che qui come in tutti gli altri paesi tropicali chiamano estate e inverno, anche se basandoci sulle temperature sarebbe corretto chiamarle semplicemente estate secca e estate piovosa) si ripete due volte in un anno solare.

Per capirci: da metà dicembre a marzo e da giugno ad agosto è estate e piove poco (ma piove, a differenza di altri paesi), mentre ad aprile-maggio e soprattutto tra settembre e dicembre è stagione umida e piove tanto. Le variazioni nella temperatura sono minime, soprattutto nelle temperature minime: a Cali che piova o sia bello non si scende sotto i 18 – 22 gradi. Di giorno invece può fare caldo o molto caldo: 25 gradi se piove tanto (va detto che quando piove tanto difficilmente piove 24 ore di fila: anche nei giorni peggiori c’è sempre qualche ora, generalmente al mattino, di tregua), e fino a 35 dopo diversi giorni di sole. Il bello del clima di Cali, che sorge in una ampia valle a mille metri d’altura tra due cordigliere, è che l’umidità è sempre mitigata dal vento e l’aria fresca che arriva dalle montagne, e quasi mai c’è il caldo soffocante e appiccicoso di tanti posti tropiCali.

Per rendere l’idea, in casa mia non ho mai avuto esigenza di un ventilatore, e nemmeno di un coperta per dormire: nei momenti più caldi mi basta stare a torso nudo, in quelli più freddi una felpa estiva. Il clima di Cali è una delle ragioni principali per cui sono rimasto in questa città così a lungo, anche se và detto che nonostante tutto, c’è un viavai di batteri e virus tale, per cui ogni volta che arriva il colpo di freddo, mezza città si ammala. Anch’io ho fatto i conti più di una volta col mal di gola, che come dicono qui, è tenaz. E se piove nessuno esce di casa.

Comunque qui l’inverno, cioè le piogge, sono finite da una settimana, proprio mentre nel Nord del mondo arrivava l’inverno ufficiale, il generale inverno. A causa della conformazione geologica, morfologica, orografica e quant’altro, purtroppo ogni inverno le piogge fanno danni pesanti in tutto il paese: fiumi che straripano, momtagne che crollano, strade interrotte. A Cali l’intera città è stata senza gas per tutta la settimana scorsa, per la rottura di un gasdotto alcune centinaia di kilometri più in là. Per fortuna servizio è stato ripristinato giusto la notte prima di Natale, e le famiglie hanno potuto cucinare i loro pasti casalinghi.

La mancanza di gas a me ha creato problemi soprattutto al risveglio: al momento di prepararmi la colazione e di fare la mia doccia mattutina. E tutto questo preambolo era per arrivare alla doccia.

Prima di arrivare a Cali sono stato un mese a Medellin, uno dei tanti posti che si vende per il clima di “eterna primavera”, e ho vissuto in una casa senza acqua calda, e quella che usciva dalla doccia era così fredda da sembrar gelata. Non mi sono mai lavato così poco come in quel mese.

Anche nel primo mese che ho vissuto in casa a Cali ho dovuto fare a meno dell’acqua calda, ma qui le temperature, sia dell’acqua, che dell’aria fuori, sono sufficientemente più alte, per cui non bisogna essere temprati come lupi di montagna per sopportare una doccia. E’ fredda, ma ci si abitua senza troppo sforzo. Di fatto la maggior parte dei locali si bagna con acqua fredda, nonostante almeno i panelli doccia Lorenzetti, quelli a fili scoperti che trovi ovunque in paesi poveri, costano 70mila pesos, una trentina di euro, e sono alla portata di quasi chiunque.

docce lorenzetti

C’è stato un periodo, anche dopo aver finalmente installato il riscaldatore a gas, che ho continuato a lavarmi soprattutto con acqua fredda, perchè l’acqua fredda fa bene alla circolazione, al cervello, addirittura fa perdere peso. E’ bello, oltre che salutare, anche iniziare una doccia con acqua calda e terminarla con fredda.

In questo ultimo mese di piogge e freddo però mi sono concesso lunghe docce, e quando dico lunghe intendo lunghe, con solo acqua calda, che mi hanno dato piaceri fisici orgasmici. Ora se questo fosse un articolo di giornale, oppure se io fossi pià serio e concentrato nel mio scrivere, avrei ridotto questa pagina di word di introduzione a un paragrafo e avrei scritto una pagina ben ricercata e documentata sui benefici e le sensazioni che regalano una doccia calda, un bagno caldo, una sauna, o un bagno turco.

Forse avrei tirato fuori qualche riflessione interessante sul perchè a qualcuno piace caldo. Invece siccome sono le tre del pomeriggio, ho appena pranzato, tra poco devo uscire e la mia concentrazione su questo pezzo è in caduta libera, vi saluto e vado a farmi una doccia. Bella calda.

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One Comment
  1. mariella permalink

    ah,,,, “posti tropiCalì

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