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29 – Incontro ravvicinato con la Luna

16 gennaio, 2012


L’aereo decolla da Bogotà una manciata di minuti dopo le sette. Le luci all’interno dell’aereo sono tutte spente, come quando si viaggia di notte nei voli a lungo raggio. Cosi si possono apprezzare meglio le luci della città. Bogotà è enorme, ed essendo edificata a quasi tremila metri d’altezza, il mare di energia elettrica fa un effetto ancora più imponente, anche perchè è l’ora di punta e tutte le case sono illuminate.

Lasciarsi alle spalle l’oceano di luci e piombare nel buio assoluto in pochi secondi è un effetto da film di fantascienza, un po’ come entrare nell’iperspazio di guerre stellari. Il buio però dura un istante. All’improvviso, mentre guardo il mondo da un oblò, non ho tempo di pensare che mi annoio un po’, perchè a squarciare il buio pesto davanti al mio finestrino compare una palla rossa. E’ la luna come non la avevo mai vista.

Per cominciare non avevo mai visto la luna, piena, sorgere al di sotto del mio punto di osservazione, guardandola dall’alto verso il basso. E’ uno spettacolo incredibile, magnetico, magico, ipnotico. Sembra così vicina e così viva! Si vedono nitide delle macchie grigie, che nella mia immaginazione diventano i continenti della Terra. Non c’è immagine via satellite, o foto ad alta risoluzione, o telescopio, che tengano il confronto. Questa luna è a portata di mano, se solo potessi aprire il finestrino dell’aereo.

Il decollo mi ha interrotto la lettura di un articolo interessante, ma adesso l’articolo può aspettare, non riesco a staccare gli occhi dalla luna. Mi torna in mente quel tramonto a Phi Phi Island, dove continuavo a mettere via e ritirare fuori la videocamera nel vano tentativo di immortalare il sole che spegnendosi sull’acqua, ogni secondo regalava riflessi cromatici e suggestioni diverse. Come mi ha detto un simpatico rolo mentre osservavamo pochi minuti fa l’atardecer in Cabo de la Vela “lo bonito de l’apuesta del sol è que no hay una igual a la otra”.

Rimpiango di non avere più una macchina fotografica. Non che avrei potuto minimamente catturare un momento così senza un obiettivo professionale, ma ugualmente il valore delle foto non sta esclusivamente nella loro realizzazione tecnica, ma a volte solo nell’avere un ricordo visivo in grado di aiutarti a rivivere dettagli di questi momenti magici.

All’improvviso l’aereo si inclina di lato. la mia ala si impenna e la luna alla mia destra precipita quasi fuori dalla vista. L’aereo si rimette velocemente in orizzontale, ma all’orizzonte compaiono delle nubi. Non sono però abbastanza alte per oscurare la luna completamente, per un paio di minuti che sembrano eterni, le nubi viaggiano a filo, nascondendo ora un pezzo, ora metà, ora tre quarti di sua Maestà, la Luna.

E’ una visione lisergica, una reminiscenza di quella notte sui colli di Pance a sperimentare con lo yahè, che viene interrotta da un’altra manovra del pilota, per cui torna la luna al suo posto di sempre, in alto come siamo abituati a vederla. Si accendono le luci interne dell’aereo, lo show è finito.

E’ stato in quel momento che mi sino reso conto per la prima volta che avevo lasciato Cali dopo otto mesi e presto avrei detto addio anche alla Colombia.

*********
Addio alla Colombia e alle sue colombianadas. Questo post nei piani era un bilancio dei miei dieci mesi in Colombia, i miei due centesimi sul perchè è vero lo slogan “Colombia, el unigo riesgo è que quiere quedarte”, (l’unico rischio è che vuoi rimanere) sia nel senso originale del Ministero del Turismo Colombiano che lo ha coniato, cioè che i problemi di sicurezza personale per un turista sono ormai quelli di qualunque altro posto del mondo ricco, sia per la mia esperienza personale di turista che ha voluto rimanere e le difficoltà che ho incontrato.

Lo farò spero presto, ma mi sembra comunque materiale più adatto per il mio blog di viaggi. Questo blog ha per tema “40 e adesso?”, e adesso sono in Venezuela e tante altre riflessioni mi chiedono attenzione. Il modo migliore per chiudere in bellezza la mia esperienza colombiana, allora, mi pare mostrare una galleria di colombianadas.

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2 commenti
  1. Ehhh magica la luna! Questo tuo post mi fa ripensare a quando sono partita per la Colombia e tu per il Nicaragua. Allora non lo sapevi che saresti andato in questo bellissimo paese e ci saresti rimasto per tanto tempo. Io ci sono rimasta purtroppo solo due mesi ma ci ho lasciato il cuore. Soprattutto per l’accoglienza della sua gente. Non mi dimenticherò mai tutti i “Bienvenida” che mi hanno detto.
    “L’apuestas” (jejeje) del sol più belle sono però in Ecuador! Ciao

  2. mariella permalink

    uè ma che bello…..

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