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31 – Tre storie Venezuelane/Arubiane

23 gennaio, 2012

cerchi salute su google e la prima immagine che appare è questa

Negli ultimi giorni ho fatto cose che voi umani non potreste immaginare: come andare nella graziosa cittadina coloniale di Coro, comprare dei Loaker e cantare con altri ospiti della Posada: “Cantiamo tutti in Coro, Loaker che bontà”. Il giorno dopo ho preso un volo per Aruba, e appena atterrato ho giocato un’indimenticabile partita a carte, “Aruba mazzetto”.

Con voi umani, lasciatemi condividere anche queste tre storielle venezuelane/arubiane:

1) Dopo il mio arrivo a Maracaibo l’altra domenica e il lauto pranzo offerto dal mio host Luis, ho cominciato a sentire crampi allo stomaco, che mercoledì mattina sono diventati diarrea, mercoledì pomeriggio sono diventati brividi di freddo e debolezza estrema, giovedì e venerdì sono tornati a crampi e sabato finalmente mi hanno abbandonato, consentendomi di poter sfruttare di un asado argentino ed eccellente compagnia in Aruba.

Domenica però, tra l’aria condizionata onnipresente e la pioggia presa per assistere alla sfilata del Carnevale, mi sono raffreddato di brutto e la sera il naso mi colava così tanto che ho dovuto prendere due antistaminici per dormire.

Morale: La salute prima di tutto.

2) La mia ultima sera a Coro, camminando per il centro pedonale coi tedeschi e lo svizzero conosciuti in Posada, siamo stati approcciati da un gruppo di ragazze. Dopo un po’, i germanici che non parlavano spagnolo sono tornati all’ostello e la ragazza con la quale stavo chiacchierando mi ha invitato in una discoteca di “ambiente” con le sue amiche.

L’imbarazzo con cui mi diceva “ambiente” pensavo fosse per non farmi aspettare niente di speciale. Una volta dentro ho capito: era una discoteca gay, e le ragazze con me un gruppo di lesbiche. Eccetto quella che mi ha invitato, con cui abbiamo finito per baciarci dentro la discoteca per un po’, fino a quando abbiamo deciso di uscire per non dare scandalo.

Morale: Prima o poi, i diversi siamo noi.

3) Quando ero in fila per imbarcarmi sul mio volo per Aruba, una militare, che mi aveva già perquisito la valigia accuratamente, mi ha fatto cenno di seguirla, mentre la mia valigia veniva tolta dal trolley diretto all’aereo. La paura che mi stessero cercando di estorcere denaro con la scusa di cercare droga è durata il tempo dell’interrogatorio col comandante. Capisco che un italiano che ha vissuto in Colombia per quasi un anno, che entra in Venezuela via terra e che vola ad Aruba dal piccolo aeroporto di Las Piedras per loro era un sospetto corriere della droga.

Tutto quello che hanno fatto però, dal viaggio in ospedale per raggi X inutili a detta dello stesso dottore che me li ha fatti, alle perquisizioni superficiali, al tono degli interrogatori, mi sono sembrati più espedienti per passare la giornata di una dozzina di militari annoiati, che non hanno nulla di meglio da fare. Alla fine di questa disavventura me la sono cavata salendo sull’aereo delle 5 del pomeriggio (che è partito mezzora dopo per i soliti ritardi dovuti ai controlli che rendono pesante ogni volo da e per il Venezuela) invece che quello delle 12.30, senza dover sborsare un centesimo in più. Rimane l’amara constatazione dell’inefficienza di tutto questo apparato di controllo che non serve assolutamente a nulla.

Morale: La droga non si combatte con il proibizionismo.

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2 commenti
  1. Si, lo stesso era capitato a me un anno fa rientrando dalla lunga permanenza in Colombia, entrando in Venezuela via terra e imbarcandomi a Caracas nell’aereo per l’Europa.
    Europeo + Colombia + lunga permanenza = traffico di cocaina, per gli imbecilli poliziotti venezuelani.
    Stessa tiritera, con 3 controlli ai bagagli (Polizia di frontiera + polizia normale + polizia speciale antidroga) e raggi X finali. Ogni corpo militare non sapeva dei controlli già fatti dagli altri corpi.

    Un bel vaffanculo dedicato all’organizzazione dei cari poliziotti venezuelani🙂

    • E oggi mi hanno ricontrollato in Germania..mi stavano aspettando all’uscita dell’aereo!
      Solo che per l’efficienza teutonica mi hanno fatto due domande, un test antidroga e mi hanno lasciato andare.
      Così ho potuto consegnare il chilo di cocaina a lapo elkann🙂

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