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Il grande balzo in avanti

28 febbraio, 2012

Da quando sono tornato a Milano ho cominciato a correre regolarmente. Ci ho provato tante volte a prendere questa sana abitudine, ma confesso di non essere mai riuscito ad andare oltre il mese di pratica regolare, come sono riuscito per la prima volta a fare adesso.

Il fatto poi che ci sia riuscito nonostante appena arrivato abbia dovuto fare i conti con l’ondata di freddo più intenso degli ultimi 30 anni, mi rende particolarmente orgoglioso. Dopo i 20 e prima dei 40 anni, con un tempo così non sarei uscito di casa se non fossi stato obbligato. Non solo era freddo sottozero che la faccia ti si gelava all’istante, ma aggiungi che da anni mi sono ormai abituato a vivere a temperature tropicali.

Quello della corsa per me è sempre stato un problema psicologico, più che fisico. Ho sempre avuto buone doti di velocità e meno di fondo, ma oggi ho capito che era soprattutto un problema di tecnica. A questo però ci arrivo tra poco. Restiamo alle mie difficoltà con la corsa: fino a 15′, non importa la velocità con cui corro, va bene. Dopo ho il fiatone e mi stufo. Un po’ come mi succede in palestra e come è stato a lungo per lo yoga. E’ più forte di me, non riesco a rilassarmi mentre corro o mentre mi alleno da solo. Per me l’attività fisica è sempre stata sinonimo di attività sociale. Potevo giocare a pallone per ore senza stancarmi. Lasciami solo e resisto poco. Non ricordo di essere andato oltre la mezzora continuata dai tempi in cui ho smesso di giocare a calcio, ovvero prima dei 25 anni.

Sicuramente stavolta mi ha aiutato nel mio proposito il vivere accanto al Parco di Trenno. Un altro aiuto iniziale è stato il prendere parte a una “fitness challenge”, che mi ha obbligato a rendere conto della mia attività giornaliera. In questo mese mi sono allenato tutti i giorni, tra yoga e camminate quasi sempre due volte al giorno, con la maggiore parte delle sessioni della durata di 20-30′. Ma quanto a correre, è stata la solita faticaccia. Non ho tenuto traccia di tutti le volte che sono andato a correre, ma a occhio saranno state tra la decina e la quindicina, meno di una volta ogni due giorni.

Fino a una settimana fa è stato davvero uno sforzo contro natura. Ogni volta ringraziavo di avere motivazioni speciali che mi aiutavano a superare questa barriera psicologica: il grande freddo, poi i quattro giorni a Malta, la scoperta di un’applicazione per smartphone stupenda come Sports Tracker, e le mie nuove Vibram 5 fingers.

Nell’ultima settimana, complice un rialzo della temperature che in questi giorni sono state primaverili, sono finalmente arrivate le prime soddisfazioni. Il Test di Cooper: 2402 Metri in 12′ che è un risultato molto buono e poi la prima uscita di un’ora, con i ritmi descritti del livello 6 del programma “inizia a correre”, ovvero 5′ camminata + 15′ di corsa ripetuto 3 volte. Entrambe le volte appena finito l’allenamento ero decisamente meno stanco del solito e avevo provato un vero piacere a correre. Nulla però lasciava presagire per me il GRANDE BALZO IN AVANTI di oggi.

Due cose molto importanti hanno sicuramente influito su questo grande balzo in avanti.
1) Per la prima volta in un mese il catarro è quasi sparito. La bellissima e per me alquanto rara sensazione di respirare con le narici entrambe libere già dalla sessione mattutina di yoga, che pratico appena sveglio prima di fare colazione. In realtà ho ancora le orecchie un po’ tappate e spesso esalo in modo forzato per liberarle un po’. Solo tre giorni prima, quando ho corso al livello 6, i problemi che ho avuto erano solo respiratori, ma talmente forti che ho dovuto fermarmi a bere 3 volte, perchè avevo un uovo sodo in gola che non andava ne su, né giù.
2) Sto praticando da due giorni l’hara hachi bu. Mangio meno e mangio più lentamente. Questo vuol dire che non passo almeno 3 ore dopo ogni pasto con la sensazione di stomaco troppo pieno, che ovviamente quando fai esercizio ti dà doppiamente fastidio.

Insomma sono una persona con ancora tante cattive abitudini e non mi faccio problemi ad ammetterlo. Ci sto lavorando.

Il fattore decisivo però è stato un altro ancora più semplice. Dato che nella mia ultima uscita di sabato scorso ho corso al livello 6, oggi sono partito con l’obiettivo di correre al livello 7, ovvero 5′ + 25′ ripetuto 2 volte. Psicologicamente avevo paura di non riuscire a correre 25′ senza fermarmi, meno che meno riuscire a farlo due volte con intervallo di solo 5′, perchè anche se sabato non ero arrivato stremato come le prime volte che correvo, comunque a ogni tratto di 15′ di corsa sentivo che avevo poche riserve per continuare.

Quindi mi sono imposto di partire molto lento.

Sapevo che ho il vizio di partire troppo forte. Ma non avevo idea di come potesse cambiare la corsa con il semplice accorgimento di partire con 5′ di camminata e un inizio molto blando, che ha spiegazione scientifica. Mi ha semplicemente sconvolto.

Il nemico principale per me quando corro, oltre a non sapermi regolare, è la noia. Quindi mi sono messo le cuffie attaccate al telefono per ascoltare musica. Dopo circa 3 canzoni che correvo lento, quindi approssimativamente una quindicina di minuti, ho visto che anziché andare in riserva come al solito, stavo carburando e correvo con più facilità.

Concluso il giro del Parco in poco più di 20′, ho cominciato a pensare che potevo tirare fino a 35′, corrispondenti al livello 8. Arrivato a 35′ correvo sempre meglio e mi sono detto che potevo arrivare almeno fino a 45′. Ogni tanto mi veniva naturale aumentare il ritmo, infatti il 6km è quello che ho corso più velocemente, ma cercavo sempre di stare in controllo. Arrivato a 45′ è arrivata un po’ di stanchezza, ma vedevo che avevo ancora sufficienti energie per arrivare alla barriera che non ricordo avere mai abbattuto: l’ora di corsa e il livello 10 e ultimo dei principianti.

Senza abbassare il ritmo di corsa ho superato l’ora di corsa, se includiamo i 5′ di riscaldamento che ho fatto camminando. Se avessi fatto un ulteriore sforzo avrei potuto quei 5′ in più, ma ho voluto tenermi questo piacere per la prossima volta. Appena superati i 10km e considerando che ero quasi arrivato all’inizio del percorso, mi sono fermato.

Potrei dire che sono eccitatissimo dalla gioia, ma la realtà è che sono in quello stato di pace assoluta che chi corre o pratica sport a livello intenso conosce bene. Dopo anni che ci provavo, oggi lo posso finalmente dire: è cominciata la mia vita da runner.

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3 commenti
  1. mariella permalink

    e chi ti prende più…..

  2. Per me è semplicemente sconvolgente !!!!!!!!!!!!!

Trackbacks & Pingbacks

  1. A tu per tu con Dean Karnazes « 40 e adesso?

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