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Snelli e in forma

29 febbraio, 2012

Cedi e vincerai; piegati e ti raddrizzerai; svuotati e sarai colmato; consumati e ti rinnoverai. Per questo gli anziani dicono “Cedi e vincerai”. E’ verso colui che è integro che ogni cosa fluisce spontaneamente. (Tao Te Ching).

Queste parole tratte dal Tao Te Ching colgono lo spirito degli abitanti di Okinawa e l’essenza del loro approccio al benessere fisico. Per gli anziani l’esercizio fisico fa parte del ritmo naturale della vita; quasi tutti riescono a rimanere attivi e si mantengono non solo fisicamente in forma, ma incarnano anche il sistema di credenze spirituali. Si possono dedicare al semplice giardinaggio, convinti che le piante e le erbe siano pervase dall’energia spirituale oppure impegnarsi in una attività più strutturata e meditativa,come una tradizionale danza locale, che celebra miti e storie dell’antico regno. In alternativa, possono preferire una tonificante arte marziale come il karate, basato sulla fusione armoniosa tra mente e corpo. Queste e quasi tutte le altre pratiche degli anziani aiutano a stabilire un legame tra il proprio io fisico e quello psicologico e spirituale. In questo modo essi si sentono integri.

Per il novantaseienne Seikichi Uehara, la sensazione di completezza deriva dal mutubu-udundi, una rara arte marziale simile al karate che per secoli fu rivelata solo a maestri discendenti del re dei ryukyu (l’antico nome di Okinawa). Ogni domenica mattina, su una spiaggia al centro dell’isola maggiore dell’arcipelago, questo agile maestro di arti marziali guida una classe di allievi appassionati alla conoscenza degli austeri principi di questa speciale forma di karate. Poco prima della morte dell’ultimo re Sho all’inizio del XX secolo, Seikichisensei (sensei è un termine onorifico che significa “insegnante” o “dottore”), allora appena trentenne, fu scelto per ricevere il sacro insegnamento e custodirlo negli anni seguenti. Oggi, prossimi ai cent’anni, non solo continua a insegnare, ma è anche un temibile avversario.

All’alba del nuovo millennio, si misurò contro il trentenne Katsuo Tokashiki, l’ex campione del mondo di pugilato dei pesi mosca originario di Okinawa, nell’incontro di Capodanno trasmesso alla televisione nazionale. L’anziano maestro mostrò una flessibilità e una agilità straordinaria fin da primo istante: si piegò e si voltò abilmente per evitare i colpi fulminei del vigoroso ex pugile (nel mutubu-udundi si tende a evitare lo scontro e a colpire solo se non rimangono altre alternative). Questa tenzone continuò per più di venti minuti. Alla fine quando Tokashiki sfiancato abbassò momentaneamente la guardia, Seikichisensei lo mandò al tappeto con una rapida mossa e l’incontro finiì. Il giovane pugile, tramortito, ma non ferito gravemente, lasciò il ring sbalordito, scuotendo la testa incredulo e borbottando: “Yarareta, yarareta!” (“Non posso crederci.. mi ha sconfitto .. mi ha sconfitto!”). Quando in seguito Seikichisensei raccontò questo episodio a un nostro assistente ricercatore, sorrise e commentò: “E’ stata una sciocchezza. Era troppo giovane e non ancora abbastanza maturo per battermi”. Il vincitore aveva 96 anni!

Tratto da pagg. 194-195 di Okinawa, l’isola dei centenari. L’alimentazione e lo stile di vita del popolo più longevo della terra. di Bradley J. Willcox, D. Craig Willcox e Makoto Suzuki.

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