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Accettare le cose come sono

25 marzo, 2012

Tra la lista degli argomenti dei post che volevo affrontare in questo blog ce n’era uno che avevo titolato “accettare le cose come sono”.

Ci ho pensato spesso a quel che scrivere in questo post, perché per me è una delle 3 cose più importanti da capire nella vita.

Leo Babauta, autore del blog mnmalist, ha scritto proprio di questo un paio di giorni fa. L’ho tradotto in italiano per te, amico lettore, amica lettrice.

Ci sforziamo di migliorare la nostra vita, spesso perché siamo insoddisfatti di come stanno le cose. Lo so, perché l’ho vissuto.

Non mi piace il modo in cui appaio, così cerco di migliorare me stesso. Non mi piace la mia casa, così lavoro per ottenerne una migliore. Voglio anche che migliorino tutti quelli intorno a me, così li spingo a cambiare, e mi dispero quando non lo fanno.

Questa lotta non finisce mai. Quando siamo insoddisfatti di come stanno le cose, noi compresi, facciamo delle modifiche, ma dopo? Siamo ancora insoddisfatti, perché la causa principale di questo problema non sono le cose che ci circondano (o come appaiamo, ecc.), ma le nostre aspettative. Ci aspettiamo che le cose siano diverse.

Ciò significa che siamo sempre infelici in qualche modo. Le cose non soddisfano le nostre aspettative. Cerchiamo di risolvere questo problema modificando il mondo che ci circonda, cercando di cambiare gli altri, cercando di cambiare noi stessi. La nostra costrizione a spendere, a consumare, a comprare più roba … è radicata in questo. E così il minimalismo è un tentativo di liberarci dalla costrizione, ma che può davvero essere fatto solo una volta affrontato il problema alla radice: le nostre aspettative.

Siediti per un minuto e guarda le cose intorno a te. Sei felice per come sono, o ti piacerebbe cambiarle? Pensa a quello che fai ogni giorno, e chiediti se sei felice della tua vita quotidiana, o se vorresti cambiarla. Pensa alle persone nella tua vita, chiediti se sei felice con loro, o se vorresti che cambiassero. Pensa a te stesso, e guarda se ci sono cose di te di cui sei insoddisfatto, se vorresti cambiarle.

Ora, per ogni cosa che pensi di aver bisogno di cambiare, prova a sederti per un minuto e guarda se puoi semplicemente accettarle per come sono ora. Rifletti se è possibile accettare ogni persona nella tua vita per quello che è, esattamente com’è. Vedi se puoi accettare il tuo corpo per quello che è, senza la necessità di un cambiamento. Ci vuole pratica, quindi se non sei bravo a farlo in un primo momento (io per primo sono ben lontano dall’essere un maestro in questo), continua a praticare.

Stai sicuro che si tratta di un processo di illuminazione.

Attento, non significa che non cambierai mai più nulla. Possiamo sviluppare abitudini sane e rendere i nostri corpi sani nel corso del tempo, ma possiamo farlo mentre siamo felici con quello che siamo adesso. Il cambiamento è inevitabile, ma non richiede necessariamente che non accettiamo le cose come sono, che non possiamo essere felici con le cose così come lo sono già.

Una volta diventati felici con le cose, le persone, e noi stessi … così come sono … possiamo diventare tutto, senza la necessità di spendere soldi per riempire un buco nella nostra vita. Quindi il minimalismo diventa possibile, perché una volta che siamo OK con le cose come sono, possiamo semplicemente spogliarci del superfluo, e imparare ad accontentarci con poco.

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5 commenti
    • Grazie per il pensiero Lucia.
      L’ho letto ieri notte, ma ero un po’ stanco. Volevo rileggerlo adesso e risponderti, ma il link appare inesistente, non si trova più sul tuo blog

  1. ste permalink

    Questo post che hai tradotto mi porta ad alcune considerazioni:
    1) è bello che trovandolo interessante tu lo abbia tradotto per me (nel senso di lettore del tuo blog) che diversamente forse non avrei mai avuto occasione di leggerlo
    2) è strano come a volte qualcuno riesca a spiegare a parole degli stati d’animo che senti di condividere
    3) è incredibile quanto è vero che tutto dipende (da che punto guardi il mondo tutto dipende)… mi sono sempre sentita dire: se qualcosa non ti piace lotta per cambiarlo…la serena accettazione e l’eventuale cambiamento solo conseguente senza “dannazioni” sempre visti come triste rassegnazione e non come cosa positiva, come punto di partenza e di arrivo con in mezzo comunque un percorso
    4) è sciocco che nonostante questa mia consapevolezza io sia lontanissima dal “praticare” questo concetto

    • Grazie Stefania
      Penso che chi più o chi meno, siamo tutti nella stessa situazione. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, (O “e il” come cantava Elio), però è già un gran bel primo passo capire cosa fare. Riuscire a farlo è il secondo.
      Riguardo al punto 3, la chiave è proprio quella. Accettare le cose come sono ed essere contenti per quel che si ha, non vuol dire rinunciare a cercare di cambiarle per il meglio. Solo lo si fa con spirito diverso, senza far dipendere la tua felicità dal cambiare le cose.

Trackbacks & Pingbacks

  1. Non solo Tenerife... » Le cose non cambiano, siamo noi che cambiamo

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