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A tu per tu con Dean Karnazes

7 marzo, 2012

Come i miei follower su twitter sanno bene
(pausa)
(scusate ma sognavo di scriverlo)

dicevo, come i miei follower di twitter sanno bene perchè vengono inondati quasi quotidianamente dei miei reports di allenamento con Sports-Tracker, ma come sa anche chi ha letto su questo blog il post “Il grande balzo in avanti”, da poco più di un mese mi sono intrippato con la corsa.

Fino a dieci giorni fa non avevo mai corso più di mezzora senza fermarmi, almeno non dopo i ventanni, e da allora ho corso già 4 volte per un’ora filata, arrivando a percorrere martedì 6 marzo 10km in 52’40” con il cuore che pochi minuti dopo lo sforzo ha registrato 117 battute al minuto, ben al di sotto della soglia teorica massima che posso raggiungere.

Venerdì per andare a correre mi sono persino dimenticato dell’appuntamento in radio/tv con Aldo Rock. Uomo, se non sai chi è Aldo Rock vuol dire che non hai mai sentito parlare di Ironman, vuol dire che non hai familiarizzato con i riti sciamanici degli indiani del Wyoming, vuol dire che non hai mai sentito parlare il più grande cazzaro, no, Aldo Rock merita un post a parte.

Ma il karma era con me. Martedì mattina mi sono sintonizzato su Deejay Tv e ho visto Linus che annunciava la presenza in studio di Dean Karnazes, the ultra-marathon man, colui che ha corso 50 maratone in 50 giorni, il pazzo che è arrivato a percorrere 500km in 3 giorni senza dormire né fermarsi. La persona che ha spinto i limiti umani e alimentato la leggenda della corsa oltre ogni frontiera immaginabile.

Dean Karnazes è a Milano per un paio di giorni e oggi pomeriggio era al negozio Koala Sport, uno dei suoi sponsors. Non potevo lasciare andare l’occasione di andare a vederlo in (poca) carne e ossa, e ovviamente ci sono andato a piedi. (Andato e tornato, anche se al ritorno Sports-Tracker ha crashato un’altra volta. E se non è registrato su ST è come se non fosse mai avvenuto).

A vederlo dal vivo Dean fa un po’ sensazione: come tutti i runner di quel livello, col 3% di massa grassa, tutto il corpo scavato e sicuramente non sexy come appare in certe foto. Ma non è quello che mi ha colpito: è minuto, mingherlino, non credo arrivi al metro e settanta. Però da tutt’altro che l’impressione di essere una persona malata. E’ simpatico come e più di quanto lo abbia percepito in tv il giorno prima. Sarà sicuramente un abile self-promoter, ma mi è apparso sincero nel suo essere amichevole.

Per avere un riferimento della mia Vibram 5 finger experience, gli ho chiesto cosa ne pensa del barefoot running e mi ha detto che da giovane correva spesso scalzo in spiaggia e sicuramente è bello farlo su superfici morbide, ma non sull’asfalto o il tartan duro della pista. E’ anche vero che lui non ha articolazioni flessibili come le mie.

Gli ho poi chiesto del suo programma di correre 205 Maratone, una in ogni stato del mondo, nel 2013. E’ alle prese con i visti e non sa quando verrà in Europa, anche se mi ha detto che partirà dall’Australia e finirà con la Maratona di New York, e cercherà di correre la maratona di Roma.

Ero intenzionato a comprare una copia del suo ultimo libro Run, ma ho scoperto che non è ancora stato tradotto in italiano. Il Karma era con me anche stavolta, perchè uno sponsor regalava copie omaggio del suo primo libro “Ultramarathon man. Confessioni di un corridore estremo”. Mi sono fatto autografare una copia, gli ho chiesto se ha avuto tempo di correre a Milano (un po’ alla montagnetta di San Siro, ma ha avuto impegni promozionali dalle 7 del mattino alle 11 di sera e sotto jet-lag) e purtroppo già domani ritornava in California, dove domenica correrà la Maratona di Los Angeles.

L’ho osservato ancora per una decina di minuti. C’era poca gente al negozio, era disponibile, avrei voluto tempestarlo di domande, ma ho iniziato a sentire l’ego che si impossessava di me. Sono uscito contento per andare a farmi un ottimo gelato in via Marghera e mi sono incamminato verso casa. Appena arrivato ho cominciato a divorare il libro, scorrevolissimo e davvero adatto a tutti, non solo a chi corre, da cui mi sono staccato un attimo solo per condividere sul blog il piacere di avere incontrato una persona davvero speciale.

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5 commenti
  1. paolo permalink

    Ciao Claudio, è davvero bellissimo il modo in cui scrivi, era da tempo che non mi imbattevo in un tuo scritto. Siamo amici, ci siamo conosciuti in alcuni tripraduni, sono Paolo di Ferrara. Ti ho sempre stimato , ma adesso che ho visto le tue trasformazioni, dopo molti anni che non avevo avuto modo di sentirti, posso dirti di ammirarti veramente. Ti ho cercato su FB, visto che non uso Twitter, ma non ti ho trovato. Mi piacerebbe riincontrarti. Ti abbraccio.

  2. Paolo permalink

    Quando vuoi ti ospito a Ferrara, magari andiamo a trovare Luca. ma ti ricordi di me ?

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  1. Correre per tutto il Giappone « 40 e adesso?

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